Benvenuti a Bruxelles

BENVENUTI A Bruxelles dove si cammina in tutte le lingue. Hervé è nipote di emigranti italiani. In Belgio ne sono arrivati tanti. Gente che al paese si trovava appeso il manifesto sul muro del municipio “OPERAI ITALIANI condizioni particolarmente vantaggiose vi sono offerte per il lavoro sotterraneo nelle MINIERE BELGHE”. Chiamarlo “sotterraneo” dava al mestiere del minatore un fascino particolare. Ti pagavano pure il treno se accettavi di farti sfruttare in cambio di carbone per… Leggi tutto

Indifferenza criminale

“SIAMO UNA FAMIGLIA di criminali, ma non ce ne vantiamo. Certi commettono crimini senza rispetto per la professione. R. L. Parker era macellaio, ma quando si mise a rubare diventò Butch Cassidy. Sono ridicoli i ladri che si scelgono il nome d’arte, mattatori che preferiscono l’applauso al furto. Il Passator cortese salì addirittura sul palco del teatro di Forlimpopoli. All’apertura del sipario puntò i fucili sul pubblico. Si chiamava Stefano Pelloni e era così primadonna… Leggi tutto

L’arcobaleno sul Kursaal

Io sono tollerante, per me tutti hanno ragione. Hanno ragione i romani fermi attorno all’aeroporto di Ciampino per vedere l’aeroplani. È gente di passaggio perché quelli che ci vivono lo odiano. Qui ogni tre minuti passa un aereo. Qui ci sta una concentrazione di polveri sottili che può essere anche tre volte superiore al massimo consentito dalla legge. Qui non ci sta la zona a traffico limitato e nessuno viene a controllare se l’aria è… Leggi tutto

Il pistacchio intellettuale

Franco mi aspetta a piazza delle Erbe. Ci prendiamo un gelato e io lo prendo al pistacchio. Offre lui e dice che “quest’anno ho tenuto un corso sugli attori che scrivono, su di voi. È vero che hai cominciato perché t’eri comprato il computer?” Ché io da ragazzino non scrivevo. Io bucavo il quaderno quando cancellavo con la gomma e spennellavo col bianchetto come un impressionista. A me piace il foglio virtuale dove cambi carattere,… Leggi tutto

La fine dei taxi gialli

E allora aspetto. Aspetto che arriva il taxi. Pare che quelli gialli non ci stanno più, poi ne compare uno. Piove, lo chiami in corsa buttandoti in mezzo alla strada, lui si ferma, ti fa salire e trovi che dentro rassomiglia all’edicola di un santo povero. Uno di quelli che stanno agli angoli delle strade accanto al semaforo o verso il camposanto. Un santo di cemento che si ripara dalla pioggia sotto quattro bandoni. Perché… Leggi tutto