La fila indiana – Il razzismo è una brutta storia

Ascanio Celestini - In fila indiana 01-62

io cammino in fila indiana.
io sono il numero 23724.
non lo posso dire con certezza.
è una cosa che ho dedotto dal fatto
che quello che cammina davanti a me mi ha detto che lui è il 23723.
Perciò se la matematica non è un’opinione io sarei proprio il 23724.”
.

Racconti detti a margine di altri spettacoli. Racconti scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti. Intorno a questi frammenti ne ho messi altri e ho cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne aggiungono altre, di sera in sera, nel corso della tournée.

da l'Unità del 22 settembre 2009

Brutta storia il razzismo. La racconta Ascanio Celestini

di Mariagrazia Gerina

C’è la storia di quel sindaco… «Come si chiama? – si interrompe Ascanio Celestini – Gentilini, sì, il sindaco di Treviso. Ecco, lui ce l’ha con tutti, omosessuali, immigrati, a un certo punto si è messo a dare battaglia anche sui cani: dobbiamo difendere i cani italiani, quelli che andavano a fare le passeggiate in campagna con i nostri anziani, basta con queste razze straniere». E poi c’è la storia di quel presidente del Consiglio… Leggi tutto

da Reporter.it del 19 novembre 2009

Quando il teatro è militante

di Rossella Porcheddu

Storie dei nostri giorni. Storie di razzismo, violenza, immigrazione, politica. Uno spaccato dell’Italia di oggi raccontato da Ascanio Celestini con le sue straordinarie doti di narratore nel monologo “Il razzismo è una brutta storia”, in scena all’Altro Teatro di Cadelbosco di Sopra il 20 novembre. Ecco ciò che ci ha rivelato di questo nuovo lavoro, del suo modo di vivere il palcoscenico, la televisione, il mondo di oggi.
Sono racconti contro il razzismo, scritti… Leggi tutto

da dazebao del 24 novembre 2009

L’Italia è un paese razzista. Intervista ad Ascanio Celestini al ‘Teatro Socjale’

di Alessandro Bongarzone

RAVENNA – A Piangipane di Ravenna c’è un teatro, diventato famoso grazie all’intervista di Allevi da Fazio, in cui alla fine dello spettacolo si mangia – tutti insieme – un bel piatto di “cappelletti” fatti, cotti e serviti dalle volontarie dell’Associazione che gestisce la struttura.

Un teatro, nato tra il 1911 e il 1920, per volontà dei braccianti della cooperativa agricola della piccola frazione di Ravenna che vollero investire i loro primi profitti in “cultura”… Leggi tutto

da Teatro e Critica del 29 novembre 2009

Ascanio Celestini: Il razzismo è una brutta storia

di Simone Nebbia

La sera prima dello spettacolo, incontro un ragazzo in un ristorante dove mi stava per raggiungere Ascanio Celestini. Fa il cameriere in un posto sull’Adriatico marchigiano e mi dice, impettito in trepida attesa, di fianco il bancone degli alcolici: “Sai, stasera non dovevo lavorare, poi quando ho saputo chi veniva mi sono preso questo turno di notte…una volta ho pensato anche di venire a Roma, così, giusto per incontrarlo ma mica per chissà cosa? Volevo chiedergli:… Leggi tutto

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