da la Repubblica Milano del 11/05/2012
Celestini spazza via 150 anni di retorica
di Simona Spaventa
È un nuovo, rigoroso capitolo nella saga di umiliati e offesi che Ascanio Celestini sta componendo negli anni muovendosi tra memoria e presente Pro Patria. Dopo aver raccontato la fabbrica, la guerra, i manicomi (anche al cinema, col bellissimo esordio La pecora nera), il cantastorie romano spazza via tutta la retorica che ha accompagnato le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità gettando un ponte ardito tra Risorgimento e carcere. Su uno sfondo bianco di manifesti, lo… Leggi tutto
PRO PATRIA. Senza prigioni, senza processi
Al Piccolo Teatro di Milano dal 8 al 27 maggio
i morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune,
non temono i processi.
i morti perché non possono finire in galera.
gli ergastolani perché dalla galera non escono più.
chi ruba una mela finisce in galera anche se molti pensano che rubare una mela è un reato da poco. e chi ruba due mele? chi ne ruba cento? quando il furto della mela diventa un reato? c’è un limite? c’entra con la qualità della mela? la legge è uguale per tutti e i giudici non si mettono a contare le mele. la statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. non è una bilancia per pesare la frutta.
da www.liberaroma.it del 04/02/2012
Ascanio Celestini al Palladium. “Pro patria. Senza prigioni e senza processi”: uno spettacolo da non perdere
di Raul Mordenti
da Il Sole 24 ore del 05/02/2012
Ascanio Celestini, la vertigine dell’utopia
di Antonio Audino
Dopo tanti anni di attività e di vastissimo successo (anche attraverso il mezzo televisivo) risulta evidente cosa sia il teatro per Ascanio Celestini: il luogo più adatto per portare tra la gente una possibilità di pensiero, di confronto, per tornare a riflettere su momenti chiave della nostra storia senza mai dimenticare tutti i riflessi umani , individuali e sociali di certi avvenimenti.
Così è per il suo ultimo Pro Patria, dove l’attore-autore recupera frammenti delle… Leggi tutto
da www.myword.it del 06/12/2011
Ascanio Celestini, da Mazzini al “fine pena mai”
di Andrea Porcheddu
Stando alle parole di quel fine intellettuale del Novecento che risponde al nome di Ignazio La Russa, il teatro di Ascanio Celestini sarebbe da bollare come opera di un “coglione”. Argomentava in tv, La Russa, rimembrando il suo passato di… Leggi tutto
