da www.delteatro.it del 7 novembre 2005
La pecora nera
di Andrea Porcheddu
Continua il viaggio di Ascanio Celestini, e questa volta – grazie al sostegno del Teatro Stabile dell’Umbria – la Fabbrica narrativa del giovane autore romano si insinua nella memoria recente, nell’immaginario collettivo di una istituzione controversa e, da Focault in poi, sistematicamente studiata per capire l’anima nera della società. Attorno al manicomio, infatti, si muove La pecora nera, il nuovo ed innovativo lavoro di Ascanio. Un bellissimo e divertente spettacolo, vale la pena dirlo subito,… Leggi tutto
da la Repubblica del 31 ottobre 2005
Celestini, atto d’accusa dal condominio dei santi
di Franco Quadri
Comincia con l’autodichiarazione di morte di un matto il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, La pecora nera, che della persona citata ovviamente ancora in vita e di cui ascoltiamo pure toccanti parole registrate, è il soprannome guadagnato a scuola nei “favolosi anni 60”, prima di venir promosso a un trentacinquennio di manicomio. Elogio funebre del manicomio elettrico è invece il sottotitolo, con trasparente allusione all’elettrochoc, di questa ricerca condotta per tre anni tra pazienti, psichiatri… Leggi tutto
da l'Unità del 27 ottobre 2005
Celestini, foto di manicomio con pecora nera
di Rossella Battisti
L’impianto è quello: scena disadorna, monologo narrante e alle spalle anni (tre) di preparazione sul campo (nel caso specifico: storie di manicomi raccolte in varie città d’Italia). Ma qualcosa è cambiato in Ascanio Celestini e in questo suo nuovo e molto atteso spettacolo che ha debuttato a Perugia, prodotto dallo Stabile dell’Umbria e da Fabbrica. La pecora nera cerca infatti di spostare i confini di un formato conosciuto e praticato dall’attore romano con grande successo.… Leggi tutto
da Il Sole 24 Ore del 23 ottobre 2005
Celestini apre al presente
di Antonio Audino
Ascanio Celestini guarda in avanti. Lui stesso ammette, nei suoi incontri col pubblico, che il rapporto con la memoria non può essere regolato soltanto sul passato. Dunque nel suo ultimo spettacolo, La pecora nera, prodotto dallo stabile dell’Umbria e presentato martedì scorso al Morlacchi di Perugia, appaiono segni nuovi sin dalla scena, scarna come sempre, con la sedia topos del narratore, ma dove c’è anche un manichino femminile con abito nero da istitutrice o da… Leggi tutto
da Avvenire del 23 ottobre 2005
Celestini poeta svela il teatro in manicomio
di Luca Doninelli
Siamo corsi a Perugia, preferendo quella platea ad altre più comode, per assistere alla nuova opera di Ascanio Celestini, La pecora nera – Elogio funebre di un manicomio elettrico, presentata con gran successo al Teatro Morlacchi. Girando per ospedali psichiatrici per realizzare questo lavoro, Celestini si è distinto per il metodo di approccio al problema della detenzione per malattia mentale. Non ha usato metodi sociologici né ha inteso allestire uno spettacolo di denuncia. Il suo… Leggi tutto
