da Viaggi - la Repubblica
Indifferenza criminale
di Ascanio Celestini
“SIAMO UNA FAMIGLIA di criminali, ma non ce ne vantiamo. Certi commettono crimini senza rispetto per la professione. R. L. Parker era macellaio, ma quando si mise a rubare diventò Butch Cassidy. Sono ridicoli i ladri che si scelgono il nome d’arte, mattatori che preferiscono l’applauso al furto. Il Passator cortese salì addirittura sul palco del teatro di Forlimpopoli. All’apertura del sipario puntò i fucili sul pubblico. Si chiamava Stefano Pelloni e era così primadonna che qualcuno dice sia un antenato della Carrà. Calico Jack è celebre per aver inventato la bandiera col teschio. La sua nave era un ballo in maschera, c’erano anche due piratasse. Anne Bonny era la sua donna e durante gli assalti si vestiva da uomo, e Mary Read indossò abiti maschili per battere in duello uno che voleva uccidere il suo compagno.
NOI SIAMO UNA famiglia di criminali, ma non ci mettiamo in vetrina.Mio nonno conobbe Hitler e vide il comportamento dei suoi tirapiedi. Chi mancava di garbo finì male. Egocentrici che facevano i criminali per mettersi in mostra, per nascondere la propria mediocrità. Mentre in mio nonno era l’aspetto mediocre da servitore delle istituzioni che nascondeva il crimine. Nonno squagliava i denti dei deportati. Rispettare l’autorità è la base della morale criminale. Diceva che “se invece di nascere nella Germania nazista mi fosse toccato il Congo di Bokassa sarei stato l’assaggiatore del dittatore cannibale. Questo mi rende superiore anche a Hitler che era un noto vegetariano”. Mio nonno aveva un’etica straordinaria. Anche gli operai un po’ stempiati e simpaticoni che sballottano la pancia mentre montano una mitraglietta sono mostri assassini. Ma quando staccano il turno e accompagnano il figlio alle giostre devono sbucciargli la mela per ripulirsi la coscienza. Devono vietare alla prole le patate fritte per salvarli dal colesterolo. Solo con quella piccola accortezza da genitore giudizioso riescono a dimenticare che hanno appena finito di assemblare una mina anti-uomo che farà saltare in aria un ragazzino simile al loro. Invece mio nonno orefice non aveva sensi di colpa. Era come quel padre biblico che stava per sacrificare il figlio. Se qualche autorità glielo avesse chiesto, avrebbe sciolto anche i nostri denti. Era un grand’uomo. Per fortuna che oggi possiamo essere carnefici senza inciampare nei sensi di colpa e possiamo risparmiarci di leggere le chilocalorie per lavarci la coscienza.
OGGI PER ESSERE criminali basta comprare un paio di ciabatte e ignorare che sono state cucite da un bambino indiano. L’importante è la modestia e il rispetto delle istituzioni. Evitando l’esibizionismo dei Butch Cassidy, del Passator cortese e di Calico Jack tutti possiamo diventare assassini restando comodamente seduti in salotto. Non si apprezza un criminale per il suo comportamento, ma per la capacità di restare impassibile davanti al crimine…”Questo ha scritto Andrea Pesce al bar di Civitavecchia appena usciti dall’autostrada sul foglietto dove l’azienda chiede ai clienti di scrivere le proprie impressioni sul servizio dell’autogrill. L’ha imbucato nell’apposita cassetta e siamo ripartiti verso Livorno. .
