

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ascanio Celestini</title>
	<atom:link href="http://www.ascaniocelestini.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ascaniocelestini.it</link>
	<description>Qui c&#039;è la frase più bella che sia stata mai detta</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Feb 2012 09:10:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Ascanio Celestini per &#8220;il manifesto&#8221;</title>
		<link>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-per-il-manifesto/</link>
		<comments>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-per-il-manifesto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ascanio Celestini]]></category>
		<category><![CDATA[HomePage]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ascaniocelestini.it/?p=4323</guid>
		<description><![CDATA[<p>A tutti/e i sostenitori e le sostenitrici che doneranno 60 euro a &#8220;il manifesto&#8221; verrà inviata a casa in omaggio come ringraziamento per lo sforzo sostenuto, ancor più grande visti i tempi, una stampa su carta baritata fine art in tiratura limitata e firmata da Ascanio Celestini e dagli autori. Si potrà scegliere tra una delle sei immagini di questa galleria.</p>
<p>Maggiori dettagli nei prossimi giorni.</p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti/e i sostenitori e le sostenitrici che doneranno 60 euro a &#8220;il manifesto&#8221; verrà inviata a casa in omaggio come ringraziamento per lo sforzo sostenuto, ancor più grande visti i tempi, una stampa su carta baritata fine art in tiratura limitata e firmata da Ascanio Celestini e dagli autori. Si potrà scegliere tra una delle sei immagini di questa galleria.</p>
<p>Maggiori dettagli nei prossimi giorni.</p>
<p><a href="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Pro-Patria-04-18-B1.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[4323]"><img class="alignnone  wp-image-4325" title="Ascanio Celestini - Pro Patria 04-18 B" src="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Pro-Patria-04-18-B1-300x267.jpg" alt="" width="216" height="193" /></a></p>
<p><a href="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Portrait-021.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[4323]"><img class="alignnone  wp-image-4329" title="Ascanio Celestini Portrait 02" src="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Portrait-021-300x300.jpg" alt="" width="216" height="216" /></a></p>
<p><a href="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Pro-Patria-04-971.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[4323]"><img class="alignnone  wp-image-4326" title="Ascanio Celestini - Pro Patria 04-97" src="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Pro-Patria-04-971-300x256.jpg" alt="" width="216" height="185" /></a></p>
<p><a href="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Radio-Clandestina-004-281.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[4323]"><img class="alignnone  wp-image-4327" title="Ascanio Celestini - Radio Clandestina 004-28" src="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Radio-Clandestina-004-281-300x300.jpg" alt="" width="216" height="216" /></a></p>
<p><a href="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Portrait-011.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[4323]"><img class="alignnone  wp-image-4328" title="Ascanio Celestini Portrait 01" src="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Portrait-011-300x200.jpg" alt="" width="216" height="144" /></a></p>
<p><a href="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Pecora-Nera-001.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[4323]"><img class="alignnone  wp-image-4324" title="Ascanio Celestini - Pecora Nera 00" src="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio-Celestini-Pecora-Nera-001-298x300.jpg" alt="" width="214" height="216" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-per-il-manifesto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ascanio Celestini al Palladium. “Pro patria. Senza prigioni e senza processi”: uno spettacolo da non perdere</title>
		<link>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-al-palladium-%e2%80%9cpro-patria-senza-prigioni-e-senza-processi%e2%80%9d-uno-spettacolo-da-non-perdere/</link>
		<comments>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-al-palladium-%e2%80%9cpro-patria-senza-prigioni-e-senza-processi%e2%80%9d-uno-spettacolo-da-non-perdere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pro Patria]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>
		<category><![CDATA[pro patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ascaniocelestini.it/?p=4216</guid>
		<description><![CDATA[<div>Sono  da tempo convinto che Ascanio Celestini rappresenti il fatto culturale  (ma dunque anche politico) più importante prodotto dalla sinistra di  classe in Italia negli ultimi anni. È questa – me ne rendo conto –  un’affermazione assai impegnativa che occorre cercare di argomentare.  Detto in estrema sintesi, a me sembra che Celestini abbia osato fare la  cosa più proibita, che è anche la cosa più necessaria per noi comunisti:  ha affermato <em>l’esistenza di un punto</em></div><p>&#8230; <a href="http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-al-palladium-%e2%80%9cpro-patria-senza-prigioni-e-senza-processi%e2%80%9d-uno-spettacolo-da-non-perdere/" class="read_more">Leggi tutto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Sono  da tempo convinto che Ascanio Celestini rappresenti il fatto culturale  (ma dunque anche politico) più importante prodotto dalla sinistra di  classe in Italia negli ultimi anni. È questa – me ne rendo conto –  un’affermazione assai impegnativa che occorre cercare di argomentare.  Detto in estrema sintesi, a me sembra che Celestini abbia osato fare la  cosa più proibita, che è anche la cosa più necessaria per noi comunisti:  ha affermato <em>l’esistenza di un punto di vista autonomo del proletariato</em> (di quello romano in specie) e, di più, è riuscito a <em>dare</em> <em>la parola</em> a tale punto di vista. Cosa c’è di più controcorrente nel tempo  dell’omologazione neo-totalitaria e del pensiero unico berlusconizzato, a  cui corriponde di necessità il Grande Silenzio proletario? E cosa c’è  di più rivoluzionario?</div>
<div>Dicendo  che afferma il “punto di vista” proletario non intendo dire che  Celestini operi una qualche mediazione culturale fra proletariato e  ideologia della sinistra, nemmeno nella forma nobilissima del marxismo;  intendo qualcosa più radicale e, nel senso letterale della parola, <em>fondamentale</em>,  cioè il fatto che egli ha il coraggio di dire che esiste uno sguardo  del tutto diverso (di più: del tutto autonomo) sui fatti del mondo e  sulla storia, ed è lo sguardo degli oppressi e degli sfruttati, di  quelli che “stanno sotto” e che proprio per questo sono senza parola e  anzi (più precisamente) che sono stati sistematicamente privati della  parola ad opera di quelli che “stanno sopra”, i dominanti. Ebbene gli  oppressi e gli sfruttati – afferma e dimostra l’arte di Ascanio  Celestini – non solo esistono (e anche questo è stato messo in dubbio  dal  pensiero borghese dominante, e dalle sue varianti “di sinistra”!), non  solo sanno guardare il mondo dal loro punto di vista del tutto autonomo,  ma possono perfino <em>parlare</em>, e parlando con le proprie parole i subalterni diventano <em>una classe</em>, diventano –  appunto – il proletariato. D’altra parte è evidente che l’autonomia della classe ruota tutta attorno al <em>potere della parola</em>.  Così, per quanto oggi possa esserne conculcata e sconfitta l’autonomia  politica, l’autonomia culturale del proletariato viene riproposta  scandalosamente da Celestini, con una creazione di vera cultura, che è  un fatto pubblico e collettivo come è nella natura stessa del teatro.  Credo che proprio l’attuale terribile debolezza dell’<em>autonomia politica</em> del proletariato renda oggi ancora più preziosa la riaffermazione della sua <em>autonomia culturale</em>, giacché è solo sulla base di una tale autonomia culturale (per quanto possa  essere parziale) che si potrà rifondare davvero l’<em>autonomia politica </em>(cioè, per noi comunisti: un partito comunista).</div>
<div>Abbiamo  detto che Celestini compie la sua operazione tramite il teatro, da  grande uomo di teatro quale egli è; per convincersi di tale grandezza  basterebbe chiedersi quanti altri teatranti saprebbero tenere da soli la  scena per un’ora e quaranta minuti (come accade in questi giorni al  Palladium con “Pro patria. Senza prigioni senza processi”), con uno  spettacolo di sola parola che tiene però il pubblico con il fiato  sospeso dall’inizio alla fine, e senza ricorrere ad alcun artificio  scenico che non sia la persona stessa dell’attore/autore e la sua voce.  Ma come accade sempre per gli uomini di teatro veri, il corpo di  Celestini è parte integrante del suo spettacolo, anzi del suo messaggio:  un volto e una voce che si presentano deboli, provocatoriamente  dimessi, autoironici, esattamente come la sua pronuncia, affrettata e  cantilenante, talvolta piegata in un  falsetto quasi infantile. Tutto ciò serve a introdurre nel suo  messaggio fortissimo una sorta di correzione straniante. Direi che il  messaggio di Celestini è talmente forte che se non intervenisse questa  correzione ad abbassarne il tono esso scadrebbe nel didascalico e forse  nel retorico, ciò che invece non accade mai.</div>
<div>Qual  è il tema e quale la situazione che Celestini sceglie per compiere la  sua operazione culturale (e politica)? Un carcerato, o meglio un  ergastolano, che dialoga a distanza con Giuseppe Mazzini a proposito del  Risorgimento e, su questa base, della intera nostra storia nazionale.  Dunque Ascanio Celestini sceglie intenzionalmente il punto in assoluto <em>più basso</em>,  il punto di vista di chi sta più in basso di tutti essendo privato,  insieme alla libertà personale, perfino della speranza futura della  libertà (questo significa essere un ergastolano, paragonabile solo a un  morto, in quanto entrambi non possono più essere processati né  condannati). Ma l’ergastolano di Celestini in carcere <em>ha letto</em>, e  molto: ha letto Pisacane, ha letto Orsini, la letto le lettere dei  Bandiera e di Menotti, ha letto soprattutto al storia della Repubblica  romana del 1849, lo  Stato di popolo che volle essere e fu “senza prigioni e senza  processi”, e venne schiacciato nel sangue (con la complicità di tutti)  da “quel pezzo di merda” di Luigi Bonaparte (il futuro “golpista”  Napoleone III). Ne emerge un Risorgimento per certi aspetti simile a  quello di Martone (il film <em>Noi credevamo</em>), cioè un Risorgimento  di ragazzi fra i 18 e i 25 anni (ma Celestini ricorda anche il  contributo di sangue dei ragazzini, delle donne e degli immigrati di  allora), e soprattutto un Risorgimento di combattenti sconfitti, morti  in galera o in esilio o in clandestinità (come lo stesso Mazzini e ben  dopo l’Unità!), e soprattutto un Risorgimento di combattenti traditi,  spesso dai loro stessi ex-dirigenti nel frattempo “convertiti” (questo  ci ricorda qualcosa).</div>
<div>Il  mito scolastico e retorico del Risorgimento sabaudo (riproposto per  molti aspetti dalle celebrazioni dei 150 anni) ne esce a pezzi: altro  che Vittorio Emanuele II, Cavour e Garibaldi! altro che contributo  all’Unità nazionale dei cattolici e di Pio IX, recentemente rivendicato  (con bella faccia tosta) dal cardinal Bertone! Sarebbe ora di sostituire  a questo mito menzognero una conoscenza diffusa e vera della nostra  Repubblica romana, la lotta armata popolare più vera prima della  Resistenza. Ci sono davvero molti e ben fondati motivi per cui nelle  nostre scuole se ne parla così poco. E sono gli stessi motivi (ma  naturalmente rovesciati) che dovrebbero spingere tutti e tutte a vedere  lo spettacolo di Celestini al Palladium, specie (direi)  gli/le  insegnanti e le/gli studenti delle medie e dell’Università.</div>
<div>Il  Risorgimento appare dunque nella narrazione di Celestini come il primo  episodio di una lunga storia in tre fasi che ancora continua, essendo il  seconda episodio la Resistenza e il terzo il periodo difficile che noi  tutti stiamo vivendo. Resta infatti vivo e sempre identico a se stesso <em>il nemico</em>,  ridicolo quanto feroce, che Celestini rappresenta nel carceriere,  tronfio nella sua divisa (completa di casco della Celere) e però in  mutande. Ma ora – grazie ad Ascanio Celestini – noi sappiamo che resta  sempre vivo e che continua a lottare anche l’antagonista proletario di  questo potere ottuso ed assassino.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-al-palladium-%e2%80%9cpro-patria-senza-prigioni-e-senza-processi%e2%80%9d-uno-spettacolo-da-non-perdere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ascanio Celestini, la vertigine dell&#8217;utopia</title>
		<link>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-la-vertigine-dellutopia/</link>
		<comments>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-la-vertigine-dellutopia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 20:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pro Patria]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>
		<category><![CDATA[pro patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ascaniocelestini.it/?p=4207</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dopo tanti anni di attività e di vastissimo successo (anche  attraverso il mezzo televisivo) risulta evidente cosa sia il teatro per  Ascanio Celestini: il luogo più adatto per portare tra la gente una  possibilità di pensiero, di confronto, per tornare a riflettere su  momenti chiave della nostra storia senza mai dimenticare tutti i  riflessi umani , individuali e sociali di certi avvenimenti.</p>
<p>Così è per il suo ultimo Pro Patria, dove l&#8217;attore-autore recupera  frammenti delle&#8230; <a href="http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-la-vertigine-dellutopia/" class="read_more">Leggi tutto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tanti anni di attività e di vastissimo successo (anche  attraverso il mezzo televisivo) risulta evidente cosa sia il teatro per  Ascanio Celestini: il luogo più adatto per portare tra la gente una  possibilità di pensiero, di confronto, per tornare a riflettere su  momenti chiave della nostra storia senza mai dimenticare tutti i  riflessi umani , individuali e sociali di certi avvenimenti.</p>
<p>Così è per il suo ultimo Pro Patria, dove l&#8217;attore-autore recupera  frammenti delle vicende della repubblica romana del 1849, intrecciandole  con figure e schegge dell&#8217;oggi. Inutile dire quanto sia acuta la sua  scrittura o quanto potente sia la sua personalità scenica, tanto da  tenere inchiodati al suo monologo gli spettatori per cento minuti.  Questi sono gli aspetti formali, costruttivi,espressivi rispetto ai  quali Celestini continua a rivelarsi una presenza unica sulle nostre  scene, capace di mescolare livelli narrativi, linguistici e  rappresentativi diversi, tutti fusi nella sua figura, contaminando  riflessioni profondissime con un ironia tra l&#8217;ingenuo e il popolaresco, e  disegnando sorprendenti iperboli narrative per il puro gusto fantastico  del racconto, come per quella corsa inverosimile dell&#8217;evaso attraverso  la città con attraversamento dello stadio e partecipazione alla partita.</p>
<p>Questo va da sé. Ma dicevamo che per l&#8217; artista in questione è molto  più importante quello che la scena può e deve dire, il senso  eminentemente politico dell&#8217;agire in palcoscenico. Ne consegue che il  suo teatro non può non essere duro, provocatorio, estremo, che non tende  mai ai mezzi termini o alle allusioni ma è chiaro e immediato nello  scuotere i pensieri di chi gli pone davanti. Così Ascanio ci racconta la  rivoluzione di giovani e giovanissimi che riuscirono a detronizzare il  Papa per un breve periodo, adottando subito vastissime misure sociali  come la chiusura delle carceri, l&#8217;abolizione dei processi,  l&#8217;emancipazione femminile, azione subito stroncata dalle potenze  straniere, persino dalla Francia repubblicana che sbandierava ideali  libertari.</p>
<p>Per mettere a fuoco tutto questo Celestini ci pone davanti un  carcerato di oggi , compagno di cella di un &#8220;nero matto africano&#8221;, che  non sapendo a chi parlare si rivolge a Mazzini e col suo interlocutore  muto riflette su quanto la costruzione degli stati moderni, compreso il  nostro, sia stata mossa dalla violenza, centrandosi poi sulla  carcerazione e sulla privazione della libertà, in antitesi a tutte le  spinte democratiche venute dai moti popolari. Ora il discorso di  Celestini non ha mezze misure, e anche questo ha un suo pregio in anni  in cui la discussione politica e sociale appare moltiplicata e  ridondante, e proprio per questo confusa e approssimativa . Lui no, si  capisce da che parte sta, con decisione, e chiarezza assoluta.</p>
<p>Tanto da osare ancora di più nella sua provocazione, costruendo una  teoria secondo cui le tre vere rivoluzioni nel nostro Paese, tutte  fallite , sono state appunto le vicende di metà Ottocento nella città  papalina, la resistenza nel secondo dopoguerra e le azioni delle bande  armate negli anni Settanta, anche se il giudizio riportato del padre  sembra correggere il tiro nel dire che la violenza dei terroristi aveva  un segno diverso. Resta questo il punto sul quale il pubblico dibatte  più animatamente dopo lo spettacolo, finiti gli applausi scroscianti e  magari andando a cercare lo stesso Celestini, sempre curioso di  incontrare e di intrattenersi con i suoi spettatori. Fa da sfondo  all&#8217;interprete una parete con dei manifesti che annunciano un discorso  sulla controvertigine, è il discorso che il carcerato sta scrivendo  insieme a Mazzini, e prende le mosse dalla voglia di gettarsi nel vuoto  che si prova affacciandosi da una certa altezza. Sensazione provata da  un papa che guarda un popolo che si ribella? o da un carcerato che  sbircia tra le grate? o forse solo da un qualunque individuo che  immagina un mondo più giusto sapendo che quella è soltanto la  controvertigine dell&#8217;utopia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-la-vertigine-dellutopia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ascanio Celestini, da Mazzini al “fine pena mai”</title>
		<link>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-da-mazzini-al-%e2%80%9cfine-pena-mai%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-da-mazzini-al-%e2%80%9cfine-pena-mai%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 20:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pro Patria]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>
		<category><![CDATA[pro patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ascaniocelestini.it/?p=4204</guid>
		<description><![CDATA[<div>In  Pro Patria, il narratore costruisce uno scomodo ponte fra l’epopea  risorgimentale e le storie di ordinaria malagiustizia. Ma qui sta il suo  maggior merito: nella libertà con cui esprime un punto di vista scomodo.</div>
<p>Stando alle parole di quel fine intellettuale del Novecento che risponde al nome di Ignazio La Russa, il teatro di Ascanio Celestini sarebbe da bollare come opera di un “coglione”. Argomentava in tv, La  Russa, rimembrando il suo passato di&#8230; <a href="http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-da-mazzini-al-%e2%80%9cfine-pena-mai%e2%80%9d/" class="read_more">Leggi tutto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>In  Pro Patria, il narratore costruisce uno scomodo ponte fra l’epopea  risorgimentale e le storie di ordinaria malagiustizia. Ma qui sta il suo  maggior merito: nella libertà con cui esprime un punto di vista scomodo.</div>
<p>Stando alle parole di quel fine intellettuale del Novecento che risponde al nome di Ignazio La Russa, il teatro di Ascanio Celestini sarebbe da bollare come opera di un “coglione”. Argomentava in tv, La  Russa, rimembrando il suo passato di spettatore del Derby di Milano e,  supponiamo, anche del Bagaglino di Roma. Fattosta che Celestini continua  a fare teatro a livelli altissimi. Il pubblico di tutta Italia (dal  Piccolo Teatro al centro sociale calabrese) lo sa, e lo ammira. Perché  in fondo Ascanio – come lo chiamano tutti – fa il suo lavoro con estremo  rigore.</p>
<div>Che sia l’erede di Dario Fo è ormai fuor di dubbio. E dal punto  di vista critico resta ben poco da aggiungere a quanto è stato scritto e  detto sin qui. Ma salutiamo con grande piacere il ritorno di Celestini –  dopo aver fatto cd, libri, film, televisione e quant’altro – con uno  spettacolo a tutto tondo, come Pro Patria, senza prigioni senza processi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Celestini arriva come un tornado nelle languide celebrazioni per  il 150esimo dell’Unità d’Italia, celebrazioni ormai tristemente  liquidate tra il fiero orgoglio patriottico di Napolitano, le gaffes dei  calciatori della nazionale e le solite str…te della Lega. Insomma,  celebrazioni in tono minore, cui poco hanno portato le opportune scelte  di registi come Martone (al cinema) o Binasco (a teatro) che hanno  provato a dire la loro sul Risorgimento.</p>
<p>Così, Celestini parte in quarta e affronta di petto Mazzini.  Ma lo fa a modo suo, prendendo il padre della patria come interlocutore  – o escamotage narrativo, come la bassetta di RadioClandestina o la  madre di Fabbrica – di un carcerato. Un ergastolano, si scoprirà:  condannato fino al giorno 99 del mese 99 dell’anno 9999, come usano  scrivere nei formulari carcerari per chi ha la “fine pena mai”.  Costretto a condividere la cella con un “negro-matto”, di fronte a un  secondino “merda”, il detenuto ha accesso solo ai libri del  Risorgimento: gli scritti di Mazzini, appunto; poi quelli di Pisacane,  di Orsini, dei fratelli Bandiera e di tutti i protagonisti della breve e  felice stagione della Repubblica Romana del 1849. Repubblica durata  pochi mesi: scacciato il Papa Pio IX, dopo scontri e combattimenti  contro i soldati francesi, i felici giorni di democrazia e libertà  (“governeremo senza prigioni e senza processi”, diceva  Mazzini) finirono nel sangue, con la morte violenta dei giovanissimi  rivoluzionari. Il carcerato parla con Giuseppe Mazzini quasi fosse un  compagno di cella – e in effetti carcerato lo fu spesso, anzi oggi  Mazzini sarebbe un “irriducibile” – e assieme provano un fumoso e  appassionato discorso, che è l’autodifesa dell’ergastolano di fronte al  giudice. Un discorso che diventa ossessione, mania, scavo continuo che  ripercorre la Storia, per capire quando, come, perché è finita la  rivoluzione del Risorgimento.</p>
<p>Le vicende di cento e cinquanta anni fa, poi, sono  contrappuntate, nello spettacolo di Celestini, dalla storia di oggi: e  anzi l’autore sembra voler continuare il suo viaggio nelle “grandi”  istituzioni del nostro tempo. Dopo la fabbrica e il manicomio, ecco  dunque, anche se indirettamente, il carcere. Così Pro Patria affonda  come una lama nell’analisi feroce della società di questi anni; nella  denuncia aspra delle condizioni delle carceri italiane; nel racconto  delle non poche contraddizioni della giustizia del Bel Paese; nella  riflessione amara sulla lotta armata passata e recente. Il sistema  carcerario in Italia è al collasso, i detenuti vivono in condizioni  miserevoli: nel sovraffollamento delle celle, un terzo dei carcerati  sono clandestini, colpevoli solo della loro clandestinità; tanti sono i  tossicodipendenti. E, come è tristemente noto, sono in aumento  spaventoso i casi di suicidio. Eppure questo non fa notizia, non se ne  parla nelle tante “riforme” della giustizia promosse dal governo di  Mr.B. (vedremo i successori…)</p>
<p>Ma Celestini non fa cronaca, né denuncia, né cabaret. Fa teatro:  racconta storie di uomini, racconta sogni, parla di dolore e sconfitte,  di battaglie e di dignità, scherza, ride, si cambia costume.  Quel  Risorgimento è stato sconfitto, represso con violenza, la restaurazione è  stata implacabile. Ma la lotta non si è fermata: “sono due secoli che  lottiamo”, dichiara senza retorica il protagonista. Perché per Celestini  ci sono stati tre risorgimenti: il primo, è quello della Repubblica  Romana, cinicamente celebrato dalla storia. Il secondo è quello della  Resistenza e della lotta antifascista. Il terzo, dice Celestini, “è il  nostro”. Su questa battuta si apre un abisso interpretativo: certo, il  riferimento diretto è alla lotta armata anni Settanta. È un riferimento  duro, complesso, forse discutibile. Sono tutte storie – dice – di  “carcere e di lotta armata”. Ma è in questa vis poetica il teatro di  Ascanio: nel suo  essere scomodo, vivo, aguzzo, immediato, umano. Parla senza reticenze,  senza autocensure: si cimenta a fronte alta con le verità scomode del  mondo, e lo fa con la forza gentile di chi ha, ancora, molto da dire. Lo  fa con poesia e con semplicità. Con arte e genialità. Il pubblico,  riconoscente, si incanta, ride, si commuove. E ringrazia. (Con buona  pace di La Russa).</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ascaniocelestini.it/ascanio-celestini-da-mazzini-al-%e2%80%9cfine-pena-mai%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The show must go off</title>
		<link>http://www.ascaniocelestini.it/fratelli-e-sorelle-ditalia-2/</link>
		<comments>http://www.ascaniocelestini.it/fratelli-e-sorelle-ditalia-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ascaniocelestini.it/fratelli-e-sorelle-ditalia-2/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ascanio Celestini con i sui monologhi partecipa nel 2012 al gruppo di lavoro dello spettacolo televisivo THE SHOW MUST GO OFF di Serena Dandini in onda il sabato in prima serata su La7</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/TheShowMustGoOff1.jpg" class="liimagelink" rel="lightbox[4148]"><img class="alignnone size-medium wp-image-4150" title="TheShowMustGoOff" src="http://www.ascaniocelestini.it/wp-content/uploads/2012/02/TheShowMustGoOff1-300x120.jpg" alt="" width="300" height="120" /></a>Ascanio Celestini con i sui monologhi partecipa nel 2012 al gruppo di lavoro dello spettacolo televisivo <a href="http://www.la7.it/theshowmustgooff/" target="_blank" class="liexternal">THE SHOW MUST GO OFF</a> di Serena Dandini in onda il sabato in prima serata su La7</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ascaniocelestini.it/fratelli-e-sorelle-ditalia-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

