da L’Eco di Bergamo del 16 ottobre 2004
Scemo di guerra
di Pier Giorgio Nosari
Capita di chiedersi o sentirsi chiedere perché il teatro di narrazione abbia tanto successo, presso persone di ogni tipo. E capita, di fronte a “Scemo di guerra” di Ascanio Celestini, visto alla Biennale di Venezia e ora in scena al Teatro Verdi di Milano, di darsi la risposta più semplice. La narrazione, questa narrazione, va dritta al cuore. Evoca – fin nella grana della voce – ricordi di narratori ancestrali. Ci riunisce davanti ai grandi… Leggi tutto
da www.delteatro.it del 14 ottobre 2004
Scemo di guerra. Roma, 4 giugno 1944
di Renato Palazzi
Paradossalmente ma non troppo, a dare un tono e un senso definitivo al nuovo spettacolo di Ascanio Celestini è il finale in cui la voce registrata di suo padre, morto di recente, riprende quel racconto di cui era stato uno dei protagonisti, bambino nella Roma del ’44, fra l’occupazione tedesca e la Liberazione: è uno struggente omaggio alla fonte di tante delle memorie famigliari che ispirano Celestini, forse al modello stesso della sua tecnica narrativa.… Leggi tutto
da Avvenire del 6 ottobre 2004
Celestini, teatro d’autore tra favola e realtà
di Luca Doninelli
Affascina alla Biennale di Venezia lo spettacolo «Scemo di guerra» mirabile esempio di narrazione popolare e di umana necessità di raccontare per mantenersi vivi Deludono invece Malpeli e Chérif Dalla Biennale Teatro di Venezia che volge al termine, ancora due spettacoli. Non possiamo, innanzitutto, non dar conto di uno dei più belli visti negli ultimi anni: Scemo di guerra di e con Ascanio Celestini. Ascrivibile, ma solo per comodità di catalogo, al cosiddetto teatro di… Leggi tutto
da l'Unità
Scemo di guerra
di Maria Grazia Gregori
In un’epoca che sembra rifiutare quando non temere la memoria, la consapevolezza del presente in grado di nutrire le proprie radici può assumere un valore straordinario di testimonianza: non tanto per giustificare ciò che si vive ma per legarlo al senso di un processo che trova nel tempo il suo più valido supporto. I tre spettacoli con cui la Biennale Teatro si congeda dai suoi molti spettatori – Io ti guardo negli occhi, Scanna, Scemo… Leggi tutto
da Il Sole 24 Orea del 3 ottobre 2004
La Madonna delle mosche
di Antonio Audino
In chiusura dell’ultimo spettacolo di Ascanio Celestini, Scemo di guerra, la voce registrata del padre del giovane narratore ricomincerà il racconto dall’inizio, esattamente con le stesse parole che avevamo sentito pronunciare in scena circa due ore prima. Ed è questa la volontà di Ascanio, ricostruire per noi quell’intreccio di storie, ascoltate sin da bambino, a proposito dei bombardamenti su Roma e dell’arrivo degli americani. Sembra quasi che la matrice stessa dello straordinario lavoro compiuto in… Leggi tutto
