da la Repubblica — pagina 48 sezione: CULTURA del 26 Febbraio 2011

Fiabe e filastrocche per ricordare la nostra storia

di Valerio Magrelli

Le strane storie che Ascanio Celestini ha affidato al suo ultimo libro, Io cammino in fila indiana (Einaudi, pagg. 216, euro 18,50) devono la loro particolarità a una natura essenzialmente doppia. Da un lato esse appaiono popolari e immediate, degne del cantastorie che tutti abbiamo apprezzato ormai da anni sulle scene, alla radio o in Tv; dall’ altro, invece, nascondono natali nobilissimi. Per scoprire il motivo di una mescolanza tanto curiosa, basta sfogliare le indicazioni… Leggi tutto

da Corriere della sera .it del 4 agosto 2010

Una vita in manicomio: Celestini narra «la pecora nera» con un libro-dvd

di Peppe Aquaro

L’attore e regista racconta anche in uno spettacolo teatrale 4 anni di esperienze negli ospedali psichiatrici.

ROMA – Spettacolo teatrale, libro, dvd, e adesso un film, che sarà alla Mostra del cinema di Venezia, alla fine di agosto, fra le quattro pellicole italiane in concorso. Sono i passaggi, negli ultimi cinque anni, de «La pecora nera», la storia raccontata dall’attore e regista Ascanio Celestini.
«Prima che decidessi di trasformarlo in un racconto teatrale c’erano,… Leggi tutto

da l'Unità del 6 luglio 2010

Pecora Nera – Il DVD dello spettacolo esce in libreria

di Ascanio Celestini

Storie dal manicomio tra realtà e fantasia

In questi giorni finisco di montare la ripresa video dello spettacolo Pecora Nera e incomincio le riprese della versione cinematografica. Sono passati otto anni dalle prime interviste che ho fatto attorno al tema dell’istituzione psichiatrica e incomincio a rimettere i pezzi. Pezzi di quasi-diario che appunto su un taccuino accanto a residui di semi-racconti che ho ascoltato, scritto e spesso scartato o dimenticato.

Dal diario di AscanioLeggi tutto

da Ciak del febbraio 2008

Parole Sante

di Massimo Lastrucci

Malpagati e a cottimo, niente ferie, giorni di malattia o contributi per la pensione. Contratti trimestrali ad alto rischio di non rinnovabilità. Ambienti di lavoro scomodi, nessuna tutela sindacale e forte (e ridicolmente immotivata) rivalità tra garantiti e non. Benvenuti nel mondo dei precari, in particolare quelli della Atesia, zona Cinecittà, la più importante ditta di call center d’Italia, 4000 impiegati di cui la quasi totalità, stiamo parlando dell’anno 2000, non assunta. Ascanio Celestini, uomo… Leggi tutto

da Il Quotidiano Nazionale del 2 febbraio 2008

Parole sante

di Silvio Danese

Il sottotitolo è: “storie di autogestione e di precarietà nel più grande call center italiano”. Uomo di “teatro narrativo”, e se a tutti viene in mente Paolini va bene, ma ha una sua personalità e un diverso gioco drammaturgico, Celestini trasferisce su grande schermo l’esperienza umana di un recente spettacolo dedicato allo sfruttamento o alla opportunità del lavoro flessibile, questione di punti di vista. Per 500 euro al mese, (4000 impiegati) i motivi di “spettacolo”… Leggi tutto