da il Venerdì di Repubblica - rubrica LA PECORA NERA del 12 agosto 2011
La tromba di Fresu: una pausa (felice) dalle brutte storie
di Ascanio Celestini
C’è Pino, Elisabetta e Annaluisa. C’è Alessandra, Simona e Paola. Non so quanti ne abbiano visti, ma almeno quanti Francesco e Gianluigi che tornano per la decima volta o di Ivana che è arrivata al tredicesimo. “E Antonella? Dov’è Antonella?” chiede Paolo al microfono. Antonella si fa vedere. È una mano in mezzo a migliaia. Di quarantotto concerti consecutivi se n’è visti 21.
Paolo Fresu ha festeggiato i suoi cinquantanni così. Per cinquanta giorni di… Leggi tutto
da il Venerdì di Repubblica - rubrica LA PECORA NERA del 29 aprile 2011
Vogliono privatizzare una bella ragazza chiara, fresca e limpida
di Ascanio Celestini
Che succede se l’acqua torna pubblica e il bicchiere resta privato?
Lo dice il personaggio di uno spettacolo che è andato in scena la scorsa estate nelle strade di Anghiari per un progetto che coinvolge il comune da 17 anni, ma che torna in teatro in questi giorni. E soprattutto è il tema che ci ritroveremo nel prossimo referendum.
“Tovaglia a quadri” è un evento popolare portato su un grande tavolo apparecchiato per centinaia di… Leggi tutto
da il Venerdì di Repubblica - rubrica LA PECORA NERA del 8 aprile 2011
Senza un processo il lavoro uccide anche chi è rimasto
di Ascanio Celestini
“Mi chiamo Gloria Puccetti e sono di Viareggio. Ho due figli. Uno è Giacomo che ora ha 23 anni, l’altro aveva 23 anni nell’ottobre 2004 quando è entrato in questa azienda che subito dall’inizio ci ha creato parecchia ansia”. È la Mobiliol sulla via Aurelia “una fabbrica di lucidi e di cere e di non so cosa altro. Dopo solo 20 giorni che era lì come apprendista è stato lasciato solo a fare una… Leggi tutto
da il manifesto del 9 aprile 2011
PRECARIO MONDO
di Ascanio Celestini
Un operatore di call center mi dice che qualche anno fa viveva al centro di Roma, divideva l’affitto con un amico e aveva tempo per suonare e andare in tournée. Si considerava un musicista e utilizzava il call center come sponda. Adesso sta in periferia con tre studenti, lavora full time per sopravvivere, non ha più tempo per suonare e comunque anche la richiesta di concerti è diventata così striminzita che non ci camperebbe. Mi… Leggi tutto
da l'Unità del 1 marzo 2011
Riprendiamoci le scuole, compagno Silvio
di Ascanio Celestini
Sono d’accordo con Berlusconi, la scuola pubblica ha “un’influenza deleteria” e propaganda “culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità”, infatti mio figlio ha appena quattro anni e invece di avere un insegnante che gli parla in inglese ne ha una che gli fa religione.
