da la Repubblica del 27 agosto 2010

Abbattiamo Tor Bella se rianima la politica

di Ascanio Celestini

CARO direttore, abbattiamo Tor Bella Monaca e costruiamo una torremonaca davvero bella! Abbattiamola come abbiamo abbattuto quel mucchio di catapecchie che era la spina di Borgo per fare spazio a via della Conciliazione e celebrare la santa alleanza tra il papato e la dittatura fascista. Quella breve autostrada che collega Castel Sant’ Angelo a piazza San Pietro c’ è tornata utile peri funerali di Papa Wojtyla, quando le telecamere di tutto il mondo hanno potuto incorniciare il colonnato del Bernini senza inutili baracche medievali di mezzo. Abbattiamola come abbiamo fatto per quell’ altro deposito di macerie che è il foro romano. Con la bella spianata di porfido di via dell’ Impero abbiamo fatto spazio alla virile sfilata di cannoni e carriarmati del 2 giugnoe possiamo celebrare la Repubblica da veri maschi. Facciamo a pezzi tutto quello che non ci piace, ma facciamolo a chiacchiere proprio come si fa al bar tra una birra e un vasetto di patatine davanti alla partita. Facciamolo sempre da veri maschi. Certo che le dichiarazioni del sindaco di Roma in trasferta a Cortina devono essere interpretate. FORSE esagera perché vuole rianimare la noiosa politica estiva che non sembra presentare niente di nuovo rispetto agli ultimi mortaretti sparati in primavera. IN FONDO non ci siamo mossi dal solito Bossi che sogna la secessione della polenta dal maccherone, il solito Berlusconi con i problemi di vicinato con Fini. Esagera perché anche la destra sta diventando noiosa come la sinistra, che però in questo periodo rialza un po’ la cresta con la salsiccia e lo gnocco fritto alle feste dell’ Unità. Forse esagera perché l’ ossigeno ad alta quota fa brutti scherzi. Però è vero che a noi maschi italiani annoiati con la birra in mano d’ estate al bar ci piace spararle grosse. Perché cercare di amministrare pensando solo alla salute dei cittadini e al buon funzionamento delle scuole se possiamo spendere miliardi per l’ alta velocità e le nuove città nelle periferie del terremoto con tanto di passerella internazionale? Perché parlare di decrescita e acqua pubblica se è tanto fico il nucleare e il ponte sullo stretto di Messina? Ma come farà Alemannoa distruggere un quartiere che in tutta la sua estensione ospita oltre duecentomila abitanti? Sono più o meno quelli di Hiroshima. Potrebbe provare con la bomba atomica.